Come D'aria

Nella società del non-pensiero, il dolore e “sora nostra morte corporale” sono argomenti tabù ma, quando una tale esperienza ci tocca direttamente, ciascuno deve trovare una personale risposta.
“È necessario raccontare il dolore per sottrarsi al suo dominio” (Rita Charon). Questo è l’antidoto proposto nel prologo del libro di Ada d’Adamo “Come D’aria”, dove una madre, la stessa scrittrice, si rivolge direttamente alla figlia Daria, per “raccontarle” la loro storia.
Ada è gravemente malata e costretta a sottoporsi a cicli di radio e chemioterapia.
Daria, il cui destino è segnato fin dalla nascita in seguito ad una mancata diagnosi, è affetta da una grave malformazione cerebrale, che determina importanti disabilità.
Si dipana un “racconto”, con al centro i corpi di madre e figlia, in cui si rincorrono speranze e delusioni, umiliazioni e solidarietà, solitudine e vicinanze, meschinità di adulti e gentilezza di bambini, ottusità di medici ed umanità di infermieri, momenti di sconforto e di infinita tenerezza, in un incessante intreccio di presente e di passato, caratterizzati da scelte difficili e drammatiche.
Raccontare il dolore è impresa difficile e temeraria e Ada supera la prova con l’aiuto della letteratura e con l’ausilio della sua competenza artistica nella danza.
Un libro coraggioso e sincero, nel contempo struggente e delicato, tenero e disturbante, anche perché non è frutto di fantasia ma, come dichiara la stessa autrice, è la storia vera e tragica di Ada e di Daria.
Carlo Amanti
Indicazioni bibliografiche:
Ada d’Adamo, Come D’aria, Elliot, 2023.
Il libro è disponibile anche in edicola: € 9,90 + il prezzo del quotidiano “Il sole 24 ore”.
IL GRINZONE n.91