La vita agra

Mi capita talora di ascoltare in auto il programma musicale TeleItalia Anni ‘60 e di provare, per ragioni anagrafiche, un po’ di nostalgia, ripensando a quel periodo di tempo di grandi rivolgimenti politici, economici e sociali.
Sono infatti gli anni del boom economico italiano, di importanti riforme sociali, di profondi cambiamenti del costume, della impetuosa immigrazione interna dal sud e verso le città, del mitico ‘68, ma anche dell’inizio della stagione del terrorismo politico.
Ed ecco allora un romanzo, uscito appunto nel 1962, dello scrittore Luciano Bianciardi, intitolato “La vita agra”, espressione divenuta proverbiale. Si tratta di un libro ampiamente autobiografico: l’autore si reca a Milano, dalla provincia toscana, con l’intenzione di compiere un attentato per ragioni politico-sociali, ma viene riassorbito nella vita caotica e frenetica della città, in un momento di profondi cambiamenti, una vita comunque “agra”.
Ne esce un quadro illuminante di quel momento storico, uno sguardo approfondito sulle conseguenze umane e sociali del boom economico italiano, uno scenario variegato di luci e di ombre.
La scrittura di Bianciardi, irrequieta ma precisa, illumina il contenuto.
I pochi lettori, che hanno vissuto quegli anni, ricordano certamente che anche la Valsassina è stata piccolo teatro di un radicale processo di cambiamento. In meglio o in peggio? Ai frequentatori di questa rubrichetta l’ardua sentenza.
Carlo Amanti
Indicazioni bibliografiche:
Luciano Bianciardi, La vita agra, Universale economica Feltrinelli, pg.199.
IL GRINZONE n.93