Voluti al mondo



Attraverso il passaparola, una delle modalità più diffuse che alimenta il piacere del leggere, ho avuto la sorpresa di conoscere il romanzo “Voluti al mondo” di Carlo Maria Simone.

Mi ha subito intrigato il titolo, come sa chi mi legge, e l’ambientazione del racconto in luoghi a me familiari: la Valsassina, Lecco, Milano ed infine la California.

Al centro del racconto ci sono due famiglie, la prima valsassinese-lecchese, l’altra abruzzese di Pescara, entrambe con un vissuto alquanto problematico. I due protagonisti sono adolescenti, “lui” valsasnatt di Pasturo, “lei” abruzzese e si incontrano frequentando il Liceo classico Manzoni di Lecco; solo nelle ultime righe del libro il lettore ne scoprirà i nomi.

Si sviluppa un complesso intrigo di vicende sorprendenti e drammatiche, ma sempre sotto il controllo attento dell’autore, un vero labirinto di solitudine, di abbandono e di dolore, attraverso il quale i protagonisti scopriranno di “essere voluti al mondo”.

Il mito del Minotauro, del Labirinto, di Teseo e di Arianna, con tutti gli infiniti e profondi significati psicologici, etici ed esistenziali che esprime, costituisce l’ordito su cui l’autore cuce la trama del romanzo.

L’autore insegna nei licei e dunque la sua scrittura è, in senso molto positivo, professorale: essenziale ed asciutta nei dialoghi, precisa e minuziosa nella descrizione degli ambienti. Il lettore noterà l’uso alternato di caratteri grafici diversi nei capitoli del romanzo; sappia che non è un vezzo dell’autore, ma una tecnica ben precisa di scrittura.

                                                                                                                    

                                                                                                                     Carlo Amanti


Indicazioni bibliografiche:
Carlo Maria Simone, Voluti al mondo, Cantagalli, pag. 342.



IL GRINZONE n. 92