UNA MAMMA... IN SALITA

 

Più brianzola di così Martina non avrebbe potuto essere: di Ronco Briantino (MB), di cognome fa Brambilla, così come il padre (ovviamente) ma anche la madre. Eppure ormai Martina Brambilla è pasturese doc, atleta che predilige le corse in montagna o meglio i vertical. Quest’anno ne ha vinti davvero molti, fa quasi fatica a ricordarli tutti…

Martina nasce nel 1993, suo padre fa il Tecnico delle Telecomunicazioni ed è appassionato di montagna, la madre casalinga, il fratello Danilo, del 1991, è falegname ma nel tempo libero si dedica alle corse, con buoni risultati (al Vertical della Grignetta, dove Martina ha primeggiato fra le donne, lui ha vinto la gara maschile). Martina frequenta il Liceo sociopsicopedagogico a Villa Greppi di Monticello e poi si iscrive all’Università e consegue la laurea triennale in Agraria.


Dapprima pratica il nuoto, anche a livello agonistico, con la società “Libertas” di Merate e partecipa ai campionati italiani. Gli allenamenti però richiedono sempre più tempo e frequenti spostamenti a Milano e in posti più lontani per avere piscine più idonee. Si rende conto di non divertirsi più e che continuare le pesa per cui, in terza superiore, abbandona il nuoto ed inizia con l’atletica e le corse in pista: prima gli 800 metri - ma non è la “sua distanza” - e poi con la mezza maratona dove va decisamente meglio. Le capita spesso di fare passeggiate, o anche delle corse, col papà sui monti della Brianza, al Parco del Curone e a Montevecchia e s’accorge di avere un buon ritmo e che si diverte.


Siccome il nonno ha un appartamento a Moggio, nel 2012 partecipa alla gara Moggio-Artavaggio. Poi un giorno mentre si trova a Sirtori allo Sport Specialist vede la locandina della Staffetta organizzata da Sergio Longoni sulla Grigna e decide di partecipare col papà: lui corre la frazione Pasturo-Pialeral in bici e lei il tratto Pialeral-Comolli a piedi. L’anno dopo partecipa al Giir di Mont a Premana e alla Zac-Up a Pasturo (dove si classifica al terzo posto). Decide di abbandonare la pista e si dedica sempre più alle corse in montagna.

Impossibile elencare tutte le competizioni cui partecipa però una è importante: la prima edizione del Vertical della Grigna, nel 2016, è l’occasione in cui conosce Ticozzelli Adriano, pasturese, pure lui atleta di corsa in montagna, con cui convola a nozze nel 2019 nella suggestiva chiesetta di San Calimero (ne ha scritto sul n. 68 del GRINZONE Davide Invernizzi). Hanno due figli: Gioele di 5 anni e Camilla di 2.

L’attività atletica di Martina prosegue spostandosi sempre più sulle gare in salita, i vertical appunto, perché in discesa accusa delle difficoltà dovute anche ad alcuni problemi di vista per cui quest’anno ha dovuto sottoporsi anche ad un intervento di trapianto di cornea.

Ma in salita non la ferma nessuno: quest’anno, coi colori del Team Pasturo, vince la Introbio-Biandino (record della gara), la Moggio-Artavaggio, la Pagnona-Alpe Campo, la Maggianico-Magnodeno (record), la Mandello-Rifugio Elisa, la Pasturo-Alpe Coa, il vertical della Grignetta. Si classifica seconda al Vertical Morissolo a Cannero sul Lago Maggiore, gara del Campionato Italiano, e terza al vertical sul Monte Pisello a Talamona. Partecipa col marito Adriano alla Staffetta organizzata da Sport Specialist in ottobre.



Ma la gara più emozionante di quest’anno è certamente il vertical da Pasturo al Rifugio Brioschi in cima alla Grigna: Martina vince col tempo di 1h 32’48”.

 Martina è convinta che con un po’ più di allenamento potrà raggiungere traguardi ancor più importanti. Il sogno nel cassetto è quello di vincere qualche circuito dei vertical, risultato che le è sfuggito quest’anno perché quando era in testa alla classifica non ha potuto partecipare all’ultima gara per l’intervento agli occhi.

E allora auguri!                                            

                                                                                                              Guido

 

IL GRINZONE n.93