FRANCO CAMESASCHI

 

Sulla mensola nel soggiorno, fra altre, appare in evidenza una foto scattata da Antonia Pozzi nel 1938: ritrae Franco Camesaschi all’età di tre anni. La poetessa era stata la sua madrina di Battesimo… Il papà di Franco, Pierino, nato nel 1911, collaborava con la famiglia Pozzi fin dal 1928 in qualità di giardiniere sia nella casa in paese sia sulla Via Provinciale, “Al Tennis” come ancora dicono i Pasturesi anche se i campi da tennis, i primi in Valsassina, ormai sono scomparsi da un pezzo ed ora, al loro posto, vi è la casa “Raggio di Sole”, di proprietà delle Suore del Preziosissimo Sangue di Monza. Oltre che giardiniere Pierino era un po’ il custode e “l’uomo di casa” per le varie incombenze; negli ultimi anni, presa la patente, faceva anche l’autista per l’Avvocato e la sua famiglia. Quando gli nacque il primo figlio, Franco, il 20 dicembre 1935, fu quasi naturale che l’Avvocato proponesse sua figlia Antonia come madrina di Battesimo.

Franco ha frequentato le Scuole Elementari a Pasturo col maestro Muttoni fino alla quarta e con la maestra Bambina Ticozzi in quinta: “Il maestro era piuttosto severo e non aveva problemi a utilizzare anche le mani… A me aveva affidato il compito di andare, a mezzogiorno, a prendergli la minestra dalle Suore dell’asilo. Lui abitava a Cortabbio, veniva a Pasturo con la corriera e quindi si fermava per il pranzo di mezzogiorno, perché allora la scuola c’era anche al pomeriggio”. 

Alcuni anni dopo aver terminato le scuole elementari, assieme ad altri ragazzi della Valle (“Di Pasturo oltre a me c’erano Giovanni Pigazzi, Mario Galbani, Gianni Ticozzi, Fausto Agostoni”) ha frequentato dei corsi serali a Lecco all’ELIP, su impulso del parroco di Introbio don Fumagalli. Nel frattempo il papà Pierino, nel 1947, aveva “ritirato” uno dei camion che i Pozzi utilizzavano per le miniere dei Resinelli e assieme a Mazzoleni Renzo aveva attivato un ditta di trasporti tra la Valsassina e Lecco. Per questo dai 14 ai 18 anni Franco ha sostituito il papà, presso la famiglia Pozzi, curando il giardino e soprattutto l’orto: “Al ‘tennis’ avevano un orto molto grande e si produceva parecchia verdura”. Quando ha preso la patente ha iniziato a guidare il camion del papà, continuando l’attività con Renzo che nel frattempo aveva acquistato un motocarro: “Alcuni ricordano ancora quel motocarro che per molti anni portava le merci da Lecco a Pasturo e che spesso ti trovavi davanti, lentissimo, sulla ‘rata’ (la salita da Lecco a Ballabio)”. La vita lavorativa di Franco è poi continuata sempre come camionista: “Dal 1968 ho iniziato a collaborare con NORDA per il trasporto dell’acqua minerale. Giravo tutto il Nord dell’Italia dal Piemonte al Veneto, dall’Emilia alla Liguria al Friuli. Ricordo che i primi anni lo scarico avveniva manualmente poi gradualmente i vari clienti si sono meccanizzati. Nel 1988 sono passato alle dipendenze della Ditta Paroli Ernesto e mi sono occupato del trasporto di materiali edili fino alla pensione nel 2004”. Ma non ha smesso del tutto l’attività di “autista”: come volontario ha collaborato per oltre cinque anni con la cooperativa “Le Grigne” per il trasporto dei ragazzi disabili al CSE di Primaluna: “Lo facevo molto volentieri ed ero ricambiato dai ragazzi che mi volevano bene; anche con gli operatori il rapporto è sempre stato positivo”. Franco, che ora si incontra tutti i giorni quando va a fare il giretto mattutino con Miki, il cagnolino di casa, a Pasturo è ricordato per la sua esperienza nel Gruppo Alpini: “Ho fatto il militare a Merano negli anni 1957/58 come artigliere di montagna con la funzione di autista. Purtroppo ho passato molto tempo anche in ospedale militare per una forma di asma bronchiale che non mi permetteva di respirare bene”. Tornato a casa si è da subito inserito nel Gruppo Alpini di Pasturo svolgendo anche le funzioni di segretario coi capigruppo Carlo Aliprandi e Pierino Bergamini. Poi, dal 1988 al 2015, per 26 anni è stato Capogruppo. È l’esperienza che l’ha coinvolto maggiormente: Franco mi mostra con orgoglio la “targa” che gli Alpini gli hanno consegnato quando ha passato il testimone all’attuale capogruppo Locatelli Demetrio. Ricorda in particolare l’importante cerimonia, nel 2007, del Premio Fedeltà alla Montagna, consegnato ad un pasturese, Felice Invernizzi. “Ci sono voluti notevoli sforzi ed un costante impegno ma è stata una grossa soddisfazione per tutto il paese. Anche il Presidente Nazionale Perona e gli altri componenti del Direttivo, come pure quelli della sezione di Lecco, si sono complimentati con noi”.

Nel 1939 è nata la sorella di Franco. I genitori (Pierino e Ticozzelli Maria) l’hanno chiamata Antonia, in ricordo della poetessa Pozzi morta pochi mesi prima. Appena adolescente ha iniziato anche lei a collaborare con la famiglia Pozzi come donna di servizio, sia a Pasturo che a Milano dove ha poi conosciuto il futuro marito. Quindi la famiglia Camesaschi ha avuto a che fare con la famiglia Pozzi in diversi momenti. “Ovviamente ho solo un vago ricordo di Antonia perché quando è morta avevo solo tre anni. Ricordo invece bene il papà, l’Avvocato; non posso dire che fosse cattivo ma certamente era molto determinato nelle sue scelte ed autoritario. La Contessa, la mamma di Antonia, soprattutto dopo la morte del marito nel 1960, ha sempre avuto un rapporto molto stretto e confidenziale con la mia famiglia. Era sempre una contessa… però mi ha sempre voluto bene. Quando è rimasta sola dopo la morte dell’avvocato, mio papà stava anche a dormire in casa Pozzi, un po’ come guardiano. Poi, quando anche mio papà è morto (nel 1973), donna Lina si è molto appoggiata anche a me e a mia moglie Fausta, oltre che alle Suore alle quali il Pozzi aveva lasciato sia la Casa di Pasturo che la proprietà ’Al tennis’ dove poi le Suore hanno costruito la casa Raggio di Sole. Soprattutto negli ultimi anni era molto sola e qualche sera le portavo la cena mentre altre volte veniva lei a casa nostra.

Franco si è sposato nel 1962 con Fausta Pigazzi ed è andato ad abitare in Viale Trieste in casa Agostoni. Una volta ristrutturata la casa della famiglia Pigazzi in Via Manzoni vi si è trasferito e dopo alcuni anni ha di nuovo cambiato andando in un appartamento nella palazzina dietro la farmacia. Ha da poco compiuto il quarto trasloco, motivato soprattutto dal fatto che l’appartamento, in Via Saina, è al piano terra, fatto importante per Franco che, a causa di alcuni problemi respiratori, aveva notevoli difficoltà ad affrontare quotidianamente le quattro rampe di scala per accedere alla precedente residenza. “Qui mi trovo proprio bene - mi dice – anche se stiamo ancora sistemando le varie cose. I figli ci stanno dando una mano anche a ritinteggiare i balconi: Giorgio (del 1965, operaio alla Norda, sposato con Galbani Orietta, due figli, Samuele e Jacopo) si sta occupando della parte in legno, mentre Ezio (del 1968, pure operaio alla Norda, sposato con Arrigoni Mirella, due figli gemelli, Mirko e Rossana) si è accollato la parte in ferro…”.

                                                                                                                  Guido

 

IL GRINZONE n.61