SCULTURA NEL CIMITERO DI PASTURO

 

   Tra chi si interessa di storia dell’arte, Pasturo è famosa, anche fuori dai confini della Valsassina, per i dipinti delle sue chiese e per i numerosi artisti e artigiani che nei secoli da qui hanno lavorato per creare autentici capolavori, come gli stuccatori Aliprandi, gli intagliatori Pigazzi e i pittori che presero dimora in paese come Francesco Ceroni, Luigi Reali e più recentemente Luigi Garoli.
   Ulteriore - e meno celebrato- vanto dell’arte sacra di Pasturo è il suo cimitero che è uno dei più ricchi di opere scultoree firmate della Valsassina. La peculiarità non è nel numero (i cimiteri di Primaluna, Cortenova, Cremeno e Introbio ne contano di più), ma in quella caratteristica non comune nelle opere funerarie che è la qualità.
   Alcune opere sono famose, come il Gesù seduto scolpito da Giannino Castiglioni nel 1940 per la sepoltura di Antonia Pozzi. Una figura intera in bronzo che a dispetto delle grandi proporzioni (è alta 180 cm) si inserisce con umiltà a concludere la prospettiva del campo superiore del cimitero. Castiglioni (Milano 1884 - Lierna 1971) fu probabilmente lo scultore di maggior successo nella Lombardia della prima metà del Novecento: realizzò opere pubbliche di rilevanza nazionale, come i sacrari per i caduti della Grande Guerra, e numerosissimi monumenti pubblici a Milano, come il S. Francesco di piazza S. Angelo, che si avvicina per delicata sensibilità all’opera di Pasturo. Diverse sue opere sono anche nel Lecchese, come il monumento ai caduti del capoluogo e numerosi monumenti funebri, specie a Lierna dove si conserva ancora il suo studio.
Di Castiglioni il cimitero conserva una sua seconda misconosciuta opera: un rilievo in terracotta lungo il muro perimetrale intitolato MATER AMABILIS e raffigurante il busto della Madonna con in braccio il Bambino.
Nel campo superiore, la porzione più antica del cimitero, si trovano anche altre firme di una qualche importanza, come quella posta alla base di Gethsemani, bassorilievo in bronzo, che stilizza la testa di Cristo. È quella di Eros Pellini (Milano 1909 - Milano 1993), figlio del più celebre Eugenio, docente di scultura a Brera e presente a tutte le più importanti esposizioni d’arte del suo periodo.
   Altri autori che hanno lavorato per il cimitero di Pasturo sono il bergamasco Mario Biglioli, autore dei monumenti ai caduti di Inveruno e di Vergiate, con l’altorilievo Madonna con Gesù in compianto a figura intera e Sergio Brizzolesi (Gropparello 1933) che ha esposto anche nelle Americhe con un Gesù buon Pastore e un Gesù risorto a tutto tondo.Molto prolifici nel territorio sono stati G. Mariani (Gesù deposto dalla croce, figura intera a tutto tondo) e Luigi Milani (Lecco 1914-2000) di cui si possono ammirare tre altorilievi in bronzo: una Madonna orante, una Madonna con Gesù in pietà ed un Gesù. Quest’ultimo nel suo laboratorio di Acquate ha realizzato numerosissimi modelli che sono stati replicati in grande quantità per i cimiteri di Lecco e del circondario.
   Nella parte inferiore spicca il grande Gesù risorto del 1949 sulla tomba Mauri alto ben 220 cm. In questa scultura Giuseppe Mozzanica (Merate 1892-1982) riuscì ad unire alla tornitura plastica di cui fu maestro una spettacolare progettazione statica che fa apparire il Cristo completamente staccato dal suolo. Recentemente gli eredi dello scultore hanno aperto al pubblico il suo studio a Merate con la collezione di gessi che ben inquadra l’autore di tante opere pubbliche, dal leone di Barzio al S. Nicolò nel lago a Lecco. Altro autore del territorio che ha lavorato a Pasturo è Danilo Vitali, autore dei tre rami sbalzati per la tomba dei sacerdoti (vd. “IL GRINZONE” n° 45).
   Se alcune delle opere sopraelencate non sono uniche, uno dei motivi per cui il bronzo viene preferito al marmo è proprio la possibilità di fondere più esemplari di una medesima scultura; i ritratti sicuramente sono concepiti su commissione e per un’unica fusione. Tra essi se ne notano due caratterizzati: uno ad altorilievo in cui il defunto è raffigurato come raccoglitore di funghi (T. Rigamonti) e un altro a tutto tondo nei panni di cacciatore. Un terzo, femminile, a tutto tondo all’interno di una cappella, è firmato da Ettore Cedraschi (Viggiù 1909 - Milano 1996), noto per la lunga collaborazione con il Duomo di Milano dove realizzò sette statue e per un decennio insegnò modellazione e plastica ornamentale ai giovani marmisti della Fabbrica.
   Interesse più storico che artistico hanno infine i rilievi in cemento con composizioni vegetali e medaglioni per le fotografie su ceramica, di gran moda nei primi anni del Novecento e quasi completamente sostituiti in altri cimiteri. Il fatto che a Pasturo se ne siano conservati è un altro piccolo vanto per il paese.       


                                                                              Federico Oriani


IL GRINZONE n.48