BRICIOLE DI STORIA PASTURESE
dagli archivi parrocchiali valsassinesi (IX parte)
Famiglie valchiavennasche e valtellinesi a Pasturo
e in Valsassina tra Cinque e Seicento
Premessa
Già sulle pagine di questo periodico abbiamo dedicato un articolo ai forèst documentati a Pasturo tra Sei e Settecento, con particolare riguardo alle famiglie di origine spagnola, francese e ‘tedesca’1.
In questa puntata delle nostre “Briciole di storia pasturese” passeremo rapidamente in rassegna – senza però nessuna pretesa di esaustività – le famiglie valchiavennasche e valtellinesi attestate tra Cinque e Seicento soprattutto a Pasturo, allargando il nostro sguardo anche al resto della Valsassina. Attingeremo a piene mani ai registri dell’anagrafe sacramentaria2 e agli stati d’anime già in gran parte editi3, nonché al volume dedicato da Andrea Orlandi alle antiche famiglie della valle, il suo maggiore contributo alla storia del territorio valsassinese4. Il quadro che ne emerge dimostra che gli immigrati valchiavennaschi e valtellinesi stanziatisi in valle in quel torno di tempo erano mastri, cioè lavoratori specializzati, per lo più massari, e che la loro presenza, o meglio, la loro permanenza, legata forse agli eventi valtellinesi/grigioni di quei secoli, è concentrata soprattutto a cavallo tra Cinque e Seicento, scomparendo poi del tutto nei secoli successivi.
Famiglie valchiavennasche a Pasturo
Nella Pasturo tra Cinque e Seicento sono documentati solo immigrati provenienti dalla Valchiavenna e nessuno dalla Valtellina propriamente detta. Erano per lo più mastri e soprattutto massari alle dipendenze di facoltose famiglie locali.
Mastai
A Baiedo sono documentati nella prima metà del Seicento i Mastai, una famiglia valchiavennasca tuttora ben presente a Chiavenna (anche titolari della più famosa pasticceria!), oriundi di Sommarovina all’imbocco sud della valle Spluga, versante destro (idrografico)5.
A Baiedo erano massari degli Arrigoni, cioè “coloni”, “mezzadri”, mentre a Cortabbio erano massari dei Baruffaldi6.
“Mastai – Massari degli Arrigoni, forse gli stessi che troveremo a Primaluna. Dal Chiavennasco. Nel 1632 nacque Giovanni di Giacomo; in seguito altri” (Orlandi 1932, p. 30).
In realtà, a nascere il 9 marzo 1632 fu “Jacomo” e non già “Giovanni di Giacomo”, battezzato l’11 e morto a novembre dello stesso anno. Suo padre era un “masser”, cioè un massaro, e si chiamava “Gio: di Jacomo di Mastai del Contado di Chiauena hora habitante in Baiedo”; anche sua madre era una valchiavennasca, appartenente alla schiatta dei Pavoni (Paioni), famiglia oriunda di Starleggia in Val San Giacomo"7: “Barbara di Paoni o Pauoni (= Pavoni), sua legitima moglie” (APPasturo), figlia di Vittore e di Maria nata e battezzata il 20 gennaio 1602 (APPrimaluna). Altri figli di Giovanni Mastai furono: “Domenica” nata e battezzata il 25 marzo 1635 e morta il 6 ottobre; “Jacomo” nato il 6 agosto 1636 e battezzato il 7; “Domenica” nata il 28 agosto 1638, battezzata il 29 e morta il 14 giugno 1639 (APPasturo).
Morelli
Nel 1618 è attestato un certo “Antonio Morelo”, marito di “Angela de Galbani sua moier” e padre di “Gio. Batta”, nato il 7 aprile 1618 e battezzato l’8. Il 26 agosto 1632 morì a Pasturo un “Domenico di Morei da Chiauena in Valtellina” (APPasturo). Altro non sappiamo. I cognomi “Morelo” (senza indicazione del luogo di provenienza) e “di Morei da Chiauena” corrispondono all’attuale Morelli, una famiglia originaria della frazione di Bette di Chiavenna, all’imbocco della Val San Giacomo8.
Pavoni
“Pavoni – Da Chiavenna. In principio del sec. XVII. Si estinsero presto. Nel 1632 sopravviveva Carlo a Bajedo, nel 1633 Domenica di Vittore” (Orlandi 1932, p. 181).
Una certa “Domenica filia quondam Vittor Pauoni da Chiauena” morì il 12 ottobre 1633 (APPasturo). Era nata a Primaluna il 5 ottobre 1599. Suo padre si chiamava “Vittore di Pauoni”, era massaro di “messer Cesare Cattaneo” e abitava ora “in Piazolo comune di Vimognio” ora “in Crevesto comune di Primaluna”; sua madre era “Maria figlia di Batta di Valchiauena” (APPrimaluna). Era sorella di Barbara, moglie di Giovanni Mastai. Altri suoi fratelli e sorelle furono: “Gio. Batta” nato il 15 marzo 1595 e battezzato il 16; “Laurentio Sebastiano” nato il 20 gennaio 1597 e battezzato il 21; “Jacomo” nato il 22 aprile 1604 e battezzato il 23; “Dominico” nato il 9 luglio 1606 e battezzato il 10; il “Gio. Antonio” nato il 18 ottobre 1608 e battezzato il 19 (APPrimaluna).
Possabella
“Possabella – Forestieri. Il signor Stefano q. Alessio, della valle di Chiavenna, si sposò a Pasturo, e vi dimorava nel 1617. Ebbe quattro figli; ma in seguito non si trova di loro che una sola citazione all’anno 1638” (Orlandi 1932, p. 185).
Il cognome “Possabella” (con le varianti di “Posciabela” e “Posabela”) deriva dall’omonimo toponimo “pusabèla” ubicato sopra Mese sulle Alpi Lepontine9. A detta dell’Orlandi, “il signor Stefano q. Alessio” era “della valle di Chiavenna” e considera “Possabella” un cognome. Possabella è propriamente un toponimo come altri toponimi, potrebbe essere diventato in seguito un nome di famiglia. Stefano Possabella sposò Maria Cimpanelli (“di Campaneli” o “Cimpanella”) di Pasturo e morì prima del 1626, perché quando il 4 gennaio 1626 fu battezzato suo figlio Stefano era già morto (“Steffano figliolo del quondam Steffano Possabella e di Maria Cimpanella”). Altri suoi figli furono: “Gioanna” nata il 4 gennaio 1622 e battezzata il 6, e “Gio. Batta” nato il 26 ottobre 1624 e battezzato il 27.
Altri valtellinesi e valchiavennaschi immigrati in Valsassina
A Barzio, nella seconda metà del Cinquecento, si erano stabiliti alcuni immigrati provenienti dalla Valtellina: mastro Martino “de Beccaria da Grosotto de Valtulina”, “feraro”, cioè fabbro, marito di “dona Angelina di Arigoni” e padre di Silvia nata nel 1566, di Camilla nata il 4 giugno 1568 e battezzata l’8, e “Gio. Antonio”, nato l’8 ottobre 1571 e battezzato il 15 (APBarzio; Zastrow 2003, pp. 92, 174); “Girardo da Chaiolo di Valtulina”, “malgaro”, marito di “dona Thomasina di Caseri” e padre di “Chaterina” nata nel 1559, di “Giovan” nato nel 1562, di “Ricadona” nata e battezzata il 21 dicembre 1564, e di “Alexandro” nato il 26 aprile 1569 e battezzato il 3 maggio (APBarzio; Zastrow 2003, pp. 74-75, 93, 173); Bernardo “ditto Chiapuzo da Bema” in Val Gerola (Zastrow 2003, p. 81): il soprannome, che prende le mosse dalla voce dialettale ciapüsc, “stagnaio, calderaio”, suggerisce la sua professione, quella cioè di “stagnino”, “magnano”10. Tra i valchiavennaschi figura soltanto un tale Battista “di Murganti da Mesio in Val Chiavena”, marito di “dona Giovanina de Ganasoni” e padre di “Luchina” nata il 24 gennaio 1569 e battezzata il 25 (APBarzio; Zastrow 2003, pp. 93, 174)11.
A Introbio è documentato un tale Michele “Quartironi detto Gratiolo de val Codera”12, marito di “Catterina Arrigona di Pietro Donato” e padre di “Gio: Francesco” nato e battezzato il 14 gennaio 1553, di “Gio: Dominico”, nato e battezzato l’8 settembre 1565 e di “Donato” nato e battezzato il 14 aprile 1568. Proveniva dalla Val San Giacomo una Balatti, una certa “Giacomina di Balati de val s.to Giac.mo” (APIntrobio). I Balatti compaiono la prima volta a Filigheccio, un alpeggio in Val San Giacomo nel 1455, da cui passarono anche a Madesimo e a Mese13. Giacomina era moglie di “Stefano di Antoni de Antonio Tantardino”, cioè di un Antoniani, e madre di Antonio Eugenio nato e battezzato a Introbio il 30 dicembre 1572, da identificare con il pittore Antonio Antoniani, discepolo di Federico Barocci e autore di due quadri nella chiesa genovese di S. Tommaso raffiguranti rispettivamente S. Tommaso “che tocca la piaga del Costato al risorto Signore” e la “Vergine Madre venerata da’ SS. Battista, e Niccola da Tolentino”14.
A Primaluna, oltre ai Pavoni, sono documentati altri massari valchiavennaschi non meglio specificati: un “Jacomo massaio da Chiauena”, marito di “Maria Aluisi” e padre di “Cattarina” nata il 26 marzo 1603 e battezzata il 28; “Maria Madalena” nata il 10 marzo 1605 e battezzata il 12; un “Gioanni di Val Chiauena habitante in Primaluna”, marito di “Anna Vitalla” e padre di “Dominico Lazaro” nato il 27 marzo 1605 e battezzato il 28; un “Antonio da Chiauena massaro”, marito di “Madalena de Melesi da Barcone” e padre di “Paola Maria” nata il 13 agosto 1605 e battezzata il 14; un “Pietro de Ballatti del locho di Mese Valchiauena”, marito di “Margherita de Rossi di Val S.to Jacomo”">15 e padre di “Gio. Batta” nato il 21 novembre 1585 e battezzato il 26 (APPrimaluna). È altresì documentata anche una certa “Gioanina da Chiauena”, detta anche “Musochini” e “Giauena”, moglie di Marco Antonio Cattaneo di Primaluna, madre di “Lucia” nata il 2 aprile 1582 e battezzata il 4, di “Gio. Oratio” nato il 20 ottobre 1584 e battezzato il 21, di “Madalena” nata il 18 novembre 1587 e battezzata il 20, di “Barbara” già citata, di “Jacomo” nato il 22 aprile 1604 e battezzato il 23, di “Domenico” nato il 9 luglio 1606 e battezzato il 10 (APPrimaluna).
Tra i valtellinesi figura un “Pietro di Rizi de Migazi del loco di Bema”, marito di “Cattarina de Paroli da Gero” e padre di “Matheo Mafeo” nato il 12 agosto 1587 e battezzato il 14.
Marco Sampietro
1 M. Sampietro, Da terra di emigrazione a terra di immigrazione. Forèst della Pasturo tra Sei e Settecento, “Il Grinzone”, a. XVI, n. 60, ottobre 2017, pp. 9-11.
2 Sono stati consultati i seguenti registri: Archivio Parrocchiale di Barzio (APBarzio), Battesimi 1564-1603; Archivio Parrocchiale di Introbio (APIntrobio), Battesimi 1553-1588, 1565-1624, 1625-1636, 1636-1652; Matrimoni 1567-1580, 1636-1655; Archivio Parrocchiale di Pasturo (APPasturo), Battesimi 1555-1605, Battesimi 1611-1651; Battesimi 1640-1748; Matrimoni 1640-1746; Morti 1606-1651; Morti 1663-1668; Morti 1668-1746; Archivio Parrocchiale di Moggio (APMoggio), Battesimi 1569-1600; Archivio Prepositurale di Primaluna (APPrimaluna), Battesimi 1580-1654; Matrimoni 1580-1654; Morti 1580-1654 (con lacuna 1584-1612).
3 Questi censimenti della popolazione di una parrocchia sono uno strumento fondamentale per lo studio della demografia: con un po’ di pazienza, infatti, ricopiandoli e confrontandoli con i registri di battesimo o dei morti della stessa epoca, si può ricostruire la situazione demografica di un paese e cavarne anche qualche notizia sugli usi sociali (l’età del matrimonio, il numero medio dei figli, i rapporti tra le popolazioni). Allo stato attuale sono stati studiati gli stati d’anime di Baiedo (M. Sampietro, Soprannomi di famiglia nella Baiedo di fine Settecento. Analisi di uno stato d’anime del 1799, “Il Grinzone”, a. XIX, n. 73, dicembre 2020, pp. 11-14), Barzio (O. Zastrow, L’ultima trasformazione della chiesa di Sant’Alessandro: una memoria recente fra eventi antichi e uomini di un tempo a Barzio, Parrocchia S. Alessandro, Barzio 2003, pp. 57-165), Concenedo (O. Zastrow, Concenate. Ecclesia Sancte Marie. 1407-2007. Dall’Hospitale di Guarisca al borgo di Concenedo, Parrocchia S. Alessandro, Barzio 2007, pp. 199-122), Cremeno (O. Zastrow, Cremeni vetustas: testimoni di antichità del borgo di Cremeno, Comune, Cremeno 2005, pp. 176-196), Introbio (M. Sampietro, Lo “Stato delle anime” dell’anno 1597. Uno “spaccato” della popolazione di Introbio alla fine del Cinquecento, “L’Angelo della Famiglia. Bollettino parrocchiale di Introbio, a. 79, n. 4, ottobre-dicembre 2010, pp. 13-16), Margno (O. Zastrow, La chiesa matrice di San Bartolomeo a Margno, Parrocchia S. Bartolomeo, Margno 2001, pp. 107-116) e Moggio (O. Zastrow, La chiesa di San Francesco d’Assisi a Moggio, Parrocchia S. Francesco, Moggio 1997, pp. 119-129).
4 A. Orlandi, Le famiglie della Valsassina Repertorio con brevissime illustrazioni, Tip. La Grafica, Lecco 1932 (d’ora in poi Orlandi 1932).
5 G. Scaramellini, s.v. Mastai, in Cognomi e famiglie della Valtellina e della Valchiavenna, La Provincia di Sondrio, Lecco 2002, p. 107.
6 “Mastai – Massari dei nob. Baruffaldi. Da Chiavenna, stab. col matr. nel 1595; ed ebbero figli” (Orlandi 1932, p. 76). Spulciando tra gli atti di battesimo di Primaluna non risulta però nessun Mastai.
7 Scaramellini, s.v. Pavioni, in Cognomi cit., p. 125. Su origine, significato e diffusione del cognome Pavoni cfr. E. Caffarelli, C. Marcato, Cognomi d’Italia. Dizionario storico ed etimologico, vol. II, Milano 2008, pp. 1291, 1296.
8 Scaramellini, s.v. Morelli, in Cognomi cit., p. 113. Su origine, significato e diffusione del cognome Morelli cfr. Caffarelli, Marcato, Cognomi d’Italia cit., vol. II, Milano 2008, p. 1162.
9 M. Balatti, Territorio comunale di Mese, Inventario dei toponimi valtellinesi e valchiavennaschi, n. 9, Società Storica Valtellinese – Centro di studi storici valchiavennaschi, Tavernerio 1977, p. 22.
10 Cfr. E. Manbretti, R. Bracchi, Dizionario etimologico-etnografico dei dialetti di Livigno e Trepalle (= IDEEV - Istituto di Dialettologia e di Etnografia Valtellinese e Valchiavennasca 7), Sondrio 2011, p. 804.
11 Sui Murganti di Mese cfr. G. Giorgetta, L’Inquisizione a Gordona e a Mese nel 1488, “Clavenna”, XXXVI, 1997, p. 157.
12 “Grazioli – In origine soprannome di certi Gualteroni, ma poi divenne parentela, durando fino al 1708, per quindi scomparire. Nel 1553 nasce Gio. Francesco da Michele Quartirone detto Graziolo, di val Codera. Domenico Grazioli compare nel 1597. Domenico q. Michele, forse lo stesso, era vicino nel 1615, e Michele q. Domenico, nel 1626. Se ne trovano a Milano e a Parma” (Orlandi 1932, p. 130).
13 Scaramellini, s.v. Balatti, in Cognomi cit., p. 18. Cfr. inoltre R. Bracchi, Cognomi a Chiavenna, “Clavenna”, XXVI, 1987, pp. 243-244.
14 M. Sampietro, Valsassinesi nella storia: i pittori Brùgora, Antoniani, Scuri e Baruffaldi, “L’Angelo della Famiglia. Bollettino Parrocchiale di Introbio”, a. 92, n. 3, luglio-settembre 2023, pp. 10-11.
15 I Rossi, originari di Pianazzo, sono tuttora presenti a Madesimo (Scaramellini, s.v. Rossi, in Cognomi cit., p. 149).
IL GRINZONE n.88