La Guida illustrata della Valsassina spegne 120 candeline
Premessa
Sono trascorsi esattamente 120 anni da quando vide la luce la prima guida turistica in assoluto della Valsassina1. Si tratta della fortunata e apprezzata Guida illustrata della Valsassina, compilata con tanto amore e dovizia di particolari dall’introbiese Fermo Magni (1874-1938). Fortunata perché ebbe due edizioni nel giro di poco più di vent’anni: la prima, per l’appunto, nel 1904, e la seconda nel 19262. Apprezzata perché fu una guida pionieristica e profondamente innovativa (“La Valsassina – si legge nella prefazione dell’edizione del 1904 – non ha in epoca recente nessun lavoro speciale che la riguardi”), completa e soprattutto pratica, ricca com’era di informazioni utili al turista (posta e telegrafo, osterie e alberghi, vetture, qualità dell’acqua e medico condotto, gite ed escursioni) e all’alpinista (guide del C.A.I. e schizzi oro-idrografici con indicazione di strade, sentieri e itinerari). Scopo della Guida era, infatti, non solo far conoscere per la prima volta le recondite bellezze della pittoresca Valsassina (“le verdeggianti praterie sparse di casolari”, “i colli dolcemente degradanti”, “le balze dirupate”, “gli orribili precipizi” e “il rombare di torrenti”) “a chi affranto dal turbinìo della vita cerca[va] svago fra i monti”, dove erano ancora “i costumi incorrotti, contenta la vita, onesti i guadagni, spontaneo il saluto, disinteressata l’ospitalità”3, ma anche agevolare le gite dei numerosi “forèst” (cioè “forestieri”), nella fattispecie turisti e alpinisti, che tra fine Otto e inizio Novecento presero letteralmente d’assalto questa valle alle porte della metropoli lombarda dopo averla scoperta o riscoperta4. Tra i turisti spiccavano i frequentatori delle terme di Tartavalle e quelle famiglie valsassinesi emigrate stabilmente in città che ritornavano nel paese d’origine per trascorrervi le vacanze estive.
In occasione di questa ricorrenza, a dimostrazione della fortuna e della bontà della Guida del Magni, offriremo ai lettori de IL GRINZONE un assaggio di recensioni apparse sulla stampa locale (e non solo) e tracceremo un quadro della Pasturo del 1904 e del 1926 così come emerge dalle due edizioni della Guida.
Antologia critico-pubblicitaria
La Guida del 1904 fu accolta favorevolmente non solo dagli addetti ai lavori (alpinisti ed escursionisti), ma anche dal vasto pubblico: recensioni lusinghiere e annunzi bibliografici e pubblicitari apparvero sulle riviste specialistiche (in primis la Rivista Mensile del Club Alpino Italiano5) e sulla stampa locale (Il Prealpino6 e Il Resegone7).
Ne pubblichiamo due che riteniamo complete e significative.
Prof. Fermo Magni; Guida illustrata della Valsassina. Un volume in 16° legato in tela, di pag. 224, con 28 vedute zincografiche a pag. intera, 1 carta e 4 schizzi topografici. Lecco 1904. Giuseppe Magni libraio-tipografo-editore. Prezzo L. 2,50.
La Valsassina, che è, si può dire, alle porte della metropoli lombarda, che è ricca di villaggi e di prodotti, di bellezze e curiosità naturali degne di visita e di studio, mancava di una completa e pratica guida speciale, quale la desideravano i numerosi suoi visitatori. Essa è fiancheggiata dall’esteso gruppo delle Grigne, la popolare palestra degli alpinisti lombardi, e da altri monti pure assai frequentati, come il Corno Grande, il Pizzo dei Tre Signori, il Pizzo Varrone, ecc.; quindi molti dei suoi paesi sono punti di partenza per comode e interessanti escursioni. Benvenuta dunque la guida del prof. Magni, che, sebbene non esaurisca tutto quanto si può dire della valle e dei suoi monti, offre abbondanti notizie per agevolare le gite dei turisti e anche degli alpinisti.
Comincia il volume con un brevissimo cenno generale della regione, poi ne indica e descrive le vie d’accesso, ne traccia uno sguardo storico, dà la monografia dei singoli villaggi e descrive passeggiate, escursioni, salite e traversate fattibili partendo dai medesimi. Una cura speciale fu posta nei così dati pratici, cioè altezze, distanze ed ore di percorso, natura delle strade, alberghi, servizi di vetture, guide, uffici pubblici, ecc. Accresce pregio al libro un eruditissimo articolo del noto scrittore-scienziato prof. Mario Cermenati: egli in ben 46 pagine presenta «la Valsassina davanti ai naturofili e ai naturalisti», con ricchezza di citazioni storiche, di note etimologiche e bibliografiche, ecc.
La cartina topografica è ricavata da quella dell’I.G.M. alla scala di 1:100.000; i quattro schizzi oro-idrografici hanno l’indicazione di strade, sentieri e itinerari. Le 28 incisioni, rappresentanti quasi tutte vedute di villaggi, sono finissime zincotipie stampate su carta lucida. Il testo è in caratteri alquanto grossi, ma nitidamente stampati. Il prezzo del volume è relativamente modesto.
(da Rivista Mensile del Club Alpino Italiano, n. 9, settembre 1905, pp. 310-311)
E ancora:
La Guida illustrata della Valsassina
del prof. Fermo Magni
Il tipografo Giuseppe Magni della nostra città inizia, per così dire, la sua vita editoriale con una pubblicazione utile, bella e pregevole, vogliamo dire colla pubblicazione della Guida illustrata della Valsassina del prof. Fermo Magni.
Scopo del volume, come è detto nella prefazione, è quello di far conoscere le bellezze di questa Valle, campo vastissimo per lo studioso di qualsiasi branca delle scienze naturali, luogo il più adatto fra noi per sede estiva a scopo di villeggiatura.
Determinati i confini naturali della Valle, il prof. Magni ve ne conduce il visitatore seguendo ognuna delle vie che vi danno accesso e che la mettono in comunicazione con altre regioni.
Così, rapidamente, percorre la via provinciale che parte da Lecco, traccia le diverse vie da Bellano, descrive quelle che conducono nella Valle Taleggio ed in Valtellina.
Dopo questa scorsa, che dà campo al forestiero di formarsi un’idea generale della Valle, di sapere dove si trovano i paesi che verrà poi minutamente visitando, di conoscerne l’altezza sul livello del mare e la distanza che li divide fra loro, l’autore dà uno sguardo generale alla storia della Valsassina, limitandosi però a poche notizie. Accenna, è vero, il prof. Magni ai completi e bellissimi lavori in proposito, ma, a modesto giudizio nostro, un riassunto più completo delle fortunose vicende della Valle, sarebbe certo stato apprezzato.
Colla parte seconda si inizia la visita ai diversi paesi. D’ognuno di essi è dato il panorama in riuscitissime fotozincotipie, che possono costituire, prese a sé, un completo album della Valle.
Pure d’ogni paese è dato il numero degli abitanti; la lontananza chilometrica da Lecco, il tempo che vi si impiega per raggiungerlo, la circoscrizione giudiziaria, l’indicazione relativa alle ore delle distribuzioni postali, al luogo di residenza del medico, ai posti telefonici e agli alberghi, ai conducenti vetture, alle guide.
Visitiamo così Ballabio Inferiore e Superiore, Balisio, Cremeno, Maggio, Cassina, Moggio. Concenedo, Barzio, Pasturo, Baiedo, Introbbio, Vimogno, Barcone, Primaluna, Cortabbio, Cortenova, Bindo, Taceno, Parlasco, Vendrogno, Margno, Crandola, Indovero, Narro, Casargo, Codesino, Pagnona, Premana.
I paesi sono descritti sommariamente; ogni cosa che meriti attenzione sia dal lato artistico, storico, naturale, vi è posta in rilievo; ma il più interessante è l’indicazione delle gite e delle escursioni che da ogni paese si possono compiere.
Gli itinerarii sono semplici e precisi, segnate sono le distanze e le altezze, e l’alpinista con questa Guida può percorrere da solo tutte le cime della Valle.
Chiude il volume un interessantissimo scritto del prof. Mario Cermenati, nel quale é riassunto, si può dire, tutto quanto da naturofili e naturalisti è stato scritto circa la Valle, e che dimostra la di lui coltura e l’amore che porta ai bei paesi che la compongono.
Abbiamo così fatto cenno di tutto quanto contiene la Guida, scritta in buona lingua, con stile facile e spigliato. Il prof. Magni, che della sua Valle può dirsi innamorato, ha fatto opera bella e buona e gli presentiamo le nostre più vive congratulazioni.
Il suo lavoro però riuscirebbe sterile ed inefficace se egli ed altri non si adoperassero per diffondere la Guida. Questo compito lo dovrebbe assumere specialmente la «Pro Valsassina», sorta da poco e già cosi fiorente, giacché pare a noi che mezzo migliore di questo non vi sia per far conoscere la Valle, per attirarvi i forestieri (da Il Prealpino, a. VIII, n. 345, 21 luglio 1904, p. 3).
Pasturo nelle due edizioni della Guida illustrata della Valsassina

Tra il 1904 e il 1926 il panorma turistico della Valsassina cambiò radicalmente, come ci documentano le due edizioni della Guida8.
Le mulattiere furono sostituite dalle strade carreggiabili; i mezzi di trasporto con cui percorrerle furono sostituiti con le prime corriere e le prime automobili; migliorarono tutti i servizi, sia quelli civili (in termini di numero di farmacie e di postazioni telefoniche e telegrafiche), sia quelli escursionistici con il fiorire di nuovi rifugi. A frequentare la Valsassina erano non non più soltanto le famiglie della nobiltà e dell' alta borghesia milanese, ma anche il professionista o il grosso commerciante che poteva permettersi un "villino", come era definita questa tipologia edilizia che prese ben presto a punteggiare la valle determinando la prima grande trasformazione ambientale e sociale del nostro territorio.
Anche Pasturo visse queste trasformazioni.
Nel 1904 Pasturo “per il suo fresco clima, per l’abbondanza d’acqua, per le molteplici passeggiate fra le numerose sue selve secolari ed i suoi verdi prati, e per l’abbondanza di alberghi e di case d’affitto è uno dei più ricercati e deliziosi soggiorni pei villeggianti della nostra Lombardia” (p. 73). Tra le strutture ricettive c’erano l’“Albergo Mazzoleni in bellissima posizione con cinquanta letti, sale e terrazzo”, nonché ben quattro osterie: Osteria del Mornerino, Nuova Osteria al Ponte, Trattoria del Centro con alloggio; Osteria del Caval Bianco con alloggio (p. 71). Nel 1926 “Pasturo è molto frequentato nella buona stagione da villeggianti che vi cercano non invano salute e allegria. Il villaggio, che è tutto circondato da splendide praterie e da boschi ombrosi, si presta anche quale centro di impagabili passeggiate e gite per signore e signorine, nonché per uomini dai garretti robusto. In paese si trova facilmente tutto ciò che può occorrere per la vita civile” (p. 103).
L’Albergo Mazzoleni, che tanto aveva contribuito alle prime fasi di sviluppo del turismo, era chiuso, mentre erano attive la Trattoria del Centro, Caval Bianco, Rosa e Ponte (p. 100).
Un’ultima curiosità: agli albori del turismo valsassinese Pasturo vantava nel 1904 ben due guide del C.A.I. Sezione di Lecco: Celestino Invernizzi, soprannominato “Lavegg” o “Lavesch”, e suo figlio Guido. Figlio di Carlo, Celeste, detto Celestino (1847-1914), fu guida del C.A.I. almeno dal 18859, il figlio Guido (1882-1967) fu poi tra i fondatori del Gruppo Alpini di Pasturo e suo fratello Attilio (1886-1978) fu custode del Rifugio Brioschi in Grigna. Tutti riposano al cimitero di Pasturo nella tomba di famiglia.
In conclusione la Guida del 1904 è una cartolina della Valsassina agli albori della sua stagione turistica, mentre la Valsassina del 1926 era molto più simile a quella odierna, contrassegnata da una villeggiatura di massa che ha bisogno però oggi più che mai di essere rinnovata e rivitalizzata.
Marco Sampietro
1 Sulla Valsassina nella letteratura turistica e nella guidistica cfr. F. Oriani, M. Sampietro, Fermo Magni e la “Guida illustrata della Valsassina”, in F. Magni, Guida illustrata della Valsassina di Fermo Magni, Tip. Magni, Lecco 1904 (ristampa anastatica, Amici della Torre, Primaluna 2008), pp. [34]-[49].
2 L’edizione del 1926 è meno ‘tascabile’ di quella del 1904: è una guida stampata in un formato più grande, con un’ottantina di pagine in più e con ben sedici pagine di “Elenco dei morti” della Grande Guerra (pp. [VII]-XXII) accompagnate da due paginette di dedica commossa “ai valsassinesi morti nell’ultima guerra di redenzione” (pp. [V]-VI). Alla stesura di questa nuova guida collaborò anche Giuseppe Pensa che curò la parte relativa alla Val d’Esino assieme al figlio ventenne Pietro (1906-1996), che come scrittore di cose lariane e locali era destinato a raggiungere notevole fama. Nel 1908 uscì anche una guida tascabile: Pro Valsassina, Guida tascabile della Valsassina, Tip. Magni, Lecco 1908. Sulla seconda edizione cfr. M. Sampietro, La Guida illustrata della Valsassina di Fermo Magni. Rassegna stampa della seconda edizione (1926), “L’Angelo della Famiglia”, a. 93, n. 1 (gennaio-marzo 2024), pp. 3-7.
3 Così si legge nella Prefazione dell’edizione del 1904.
4 P. Dettamanti, La Valsassina e le sue montagne nelle pagine di alcuni viaggiatori stranieri tra Ottocento e Novecento, “Archivi di Lecco e della Provincia”, a. 30, n. 2 (aprile-giugno 2007), pp. 104-119.
5 Rivista Mensile del Club Alpino Italiano, luglio 1904, vol. XXIII, n. 7, p. 250: “Una regione così frequentata come la Valsassina col suo gruppo della Grigna reclamava davvero una guida minuziosa e pratica, come quella che ora ci presenta il prof. Magni. Essendoci giunta all’ultimo momento, ci limitiamo ad annunziarla e raccomandarla, perché ad un rapido esame ci pare corrisponda ai requisiti che deve avere una pubblicazione di tal genere”. Cfr. inoltre Rivista del Touring Club Italiano, settembre 1904; Periodico della Società Storica per la Provincia e antica diocesi di Como, vol. XVI, 1904, p. 163; Archivio Storico Lombardo, serie 4, vol. 2, fasc. 4, dicembre 1904, p. 463; Giornale della Libreria delle tipografie e delle arti ed industrie affini, a. XVII, Milano 1904, p. 514; The Alpine Journal, vol. XXII, 1905, p. 311; Rivista bibliografia italiana, vol. X, 1905, p. 96.
6 Il Prealpino, a. VIII, n. 345, 21 luglio 1904, p. 3 (recensione); a. VIII, n. 354, 22 settembre 1904, p. 2 (cenno bibliografico apparso sulla Rivista del Touring-Club Italiano); a. VIII, n. 361, 12 novembre 1904, pp. 1-2 (Cermenati e la Valsassina).
7 Il Resegone, a. XXIV, n. 1171, 22-23 luglio 1904, p. 3 (annunzio bibliografico); a. XXIV, n. 1176, 26-27 agosto 1904, p. 3 (inserto pubblicitario); a. XXIV, n. 1178, 9-10 settembre 1904, p. 3 (inserto pubblicitario); a. XXIV, n. 1186, 4-5 novembre 1904, p. 4 (inserto pubblicitario); a. XXIV, n. 1187, 11-12 novembre 1904, p. 3 (inserto pubblicitario).
8 Un confronto tra le due edizioni è in Oriani, Sampietro, Fermo Magni e la “Guida illustrata della Valsassina, pp. [49]-[58].
9 Viene annoverato tra le “Guide raccomandabili per le montagne comasche” (E. Brusoni, Guida alle montagne comasche ed adiacenze del Lago Maggiore e Luganese illustrata con carte e schizzi topografici ed un profilo panoramico, Tip. G. Dedè, Melegnano 1885, p. XIV). Cfr. inoltre la Rivista Mensile del Club Alpino Italiano, luglio 1890; giugno 1891; giugno 1892; giugno 1893; giugno 1894; giugno 1895; giugno 1896; maggio 1904.
IL GRINZONE n.87
Premessa
Sono trascorsi esattamente 120 anni da quando vide la luce la prima guida turistica in assoluto della Valsassina1. Si tratta della fortunata e apprezzata Guida illustrata della Valsassina, compilata con tanto amore e dovizia di particolari dall’introbiese Fermo Magni (1874-1938). Fortunata perché ebbe due edizioni nel giro di poco più di vent’anni: la prima, per l’appunto, nel 1904, e la seconda nel 19262. Apprezzata perché fu una guida pionieristica e profondamente innovativa (“La Valsassina – si legge nella prefazione dell’edizione del 1904 – non ha in epoca recente nessun lavoro speciale che la riguardi”), completa e soprattutto pratica, ricca com’era di informazioni utili al turista (posta e telegrafo, osterie e alberghi, vetture, qualità dell’acqua e medico condotto, gite ed escursioni) e all’alpinista (guide del C.A.I. e schizzi oro-idrografici con indicazione di strade, sentieri e itinerari). Scopo della Guida era, infatti, non solo far conoscere per la prima volta le recondite bellezze della pittoresca Valsassina (“le verdeggianti praterie sparse di casolari”, “i colli dolcemente degradanti”, “le balze dirupate”, “gli orribili precipizi” e “il rombare di torrenti”) “a chi affranto dal turbinìo della vita cerca[va] svago fra i monti”, dove erano ancora “i costumi incorrotti, contenta la vita, onesti i guadagni, spontaneo il saluto, disinteressata l’ospitalità”3, ma anche agevolare le gite dei numerosi “forèst” (cioè “forestieri”), nella fattispecie turisti e alpinisti, che tra fine Otto e inizio Novecento presero letteralmente d’assalto questa valle alle porte della metropoli lombarda dopo averla scoperta o riscoperta4. Tra i turisti spiccavano i frequentatori delle terme di Tartavalle e quelle famiglie valsassinesi emigrate stabilmente in città che ritornavano nel paese d’origine per trascorrervi le vacanze estive.
In occasione di questa ricorrenza, a dimostrazione della fortuna e della bontà della Guida del Magni, offriremo ai lettori de IL GRINZONE un assaggio di recensioni apparse sulla stampa locale (e non solo) e tracceremo un quadro della Pasturo del 1904 e del 1926 così come emerge dalle due edizioni della Guida.
Antologia critico-pubblicitaria
. Le mulattiere furono sostituite dalle strade carreggiabili; i mezzi di trasporto con cui percorrerle furono sostituiti con le prime corriere e le prime automobili; migliorarono tutti i servizi, sia quelli civili (in termini di numero di farmacie e di postazioni telefoniche e telegrafiche), sia quelli escursionistici con il fiorire di nuovi rifugi. A frequentare la Valsassina erano non più soltanto le famiglie della nobiltà e dell’alta borghesia milanese, ma anche il professionista o il grosso commerciante che poteva permettersi un “villino”, come era definita questa tipologia edilizia che prese ben presto a punteggiare la valle determinando la prima grande trasformazione ambientale e sociale del nostro territorio.
Anche Pasturo visse queste trasformazioni.
9, il figlio Guido (1882-1967) fu poi tra i fondatori del Gruppo Alpini di Pasturo e suo fratello Attilio (1886-1978) fu custode del Rifugio Brioschi in Grigna. Tutti riposano al cimitero di Pasturo nella tomba di famiglia. In conclusione la Guida del 1904 è una cartolina della Valsassina agli albori della sua stagione turistica, mentre la Valsassina del 1926 era molto più simile a quella odierna, contrassegnata da una villeggiatura di massa che ha bisogno però oggi più che mai di essere rinnovata e rivitalizzata.
In conclusione la Guida del 1904 è una cartolina della Valsassina agli albori della sua stagione turistica, mentre la Valsassina del 1926 era molto più simile a quella odierna, contrassegnata da una villeggiatura di massa che ha bisogno però oggi più che mai di essere rinnovata e rivitalizzata.