DA PALERMO A PASTURO... OLTRE 1000 Km
Nel 1500 diverse famiglie di Pasturo emigrarono in varie parti d’Italia: Venezia soprattutto, Brescia, Torino, Roma, Napoli, ma anche Palermo.
Ne è testimonianza artistica anche la donazione alla Parrocchia di Pasturo, nel 1577, da parte della “colonia dei Pasturesi residenti a Palermo”, di un turibolo e di una navicella in argento, utilizzati nelle celebrazioni liturgiche per l’incensazione (vedi IL GRINZONE n. 89 - dicembre 2024, pp. 9-12).
Quattrocento anni dopo, nel 1954, Renzo Castelletti, classe 1923 pasturese, assieme ad altri muratori dipendenti di una Ditta comasca, giunge a Palermo per costruire una palazzina; più precisamente a Mondello, la zona della città maggiormente turistica con le più belle spiagge di Palermo.

Lì abita anche la famiglia Mercadante: Rosolino il capofamiglia, classe 1908, con la moglie Benedetta (del 1916) e sei figli (Flavia, Ignazio, Vittoria, Nino, Giuseppe e Rosa).
Renzo conosce la figlia maggiore, Flavia, nata il 25 marzo del ‘37, una bella ragazza di diciotto anni, con cui vorrebbe fidanzarsi… Flavia è titubante, Renzo ha diversi anni più di lei, è del Nord, ci si potrà fidare? Alcuni parenti, in particolare una cugina, spingono per il fidanzamento (“Vai al Nord, là si sta certamente meglio, non perdere questa occasione”); altri invece sono più restii e non vedono di buon occhio quella relazione. Comunque Flavia e Renzo si fidanzano e decidono di sposarsi nel gennaio del 1956: “Hanno dovuto firmare i miei genitori perché non ero ancora maggiorenne” mi dice Flavia, che incontro in un appartamento, a piano terra in Via Provinciale, nella casa dove abita sua figlia Silvana: “Due anni fa, a seguito della frattura del femore per una caduta, a malincuore ho dovuto lasciare la casa che da oltre sessant’anni avevo in affitto in Via Roma. Non potevo più stare da sola e quindi abbiamo trovato questa sistemazione, vicino a mia figlia”.
Dopo il matrimonio i due sposi, Renzo e Flavia, vivono a Mondello, accanto ai genitori di Flavia e l’anno successivo, 1957, nasce la primogenita, Maria Luisa. Nel frattempo i lavori alla palazzina sono terminati e Renzo decide di ritornare al suo paese, a Pasturo: “Ero molto triste perché dovevo abbandonare tutto, la mia casa, i miei genitori, i miei fratelli per andare in un paesino di cui non conoscevo nulla, ma che sapevo comunque essere lontanissimo da Palermo”.
Così alla fine d’agosto del ‘58 Renzo e la moglie Flavia, con la piccola Maria Luisa, prendono il treno per Milano dove ad attenderli per portarli a Pasturo c’è un amico, Livio Doniselli. “Ricordo che quando sono arrivata a Pasturo di sera, sulla strada che dalla provinciale porta in paese, non asfaltata e buia, mi veniva solo da piangere. Anche le montagne mi davano un senso di soffocamento, io ero abituata a vedere il mare con tutto lo spazio libero davanti. E poi allora a Mondello le strade erano illuminate, c’era sempre gente nelle strade… Se penso a quel momento mi viene ancora il magone”.
Per una decina di giorni alloggiano alla trattoria Mazzoleni, nella piazza del Comune, poi trovano una casa in affitto dai Ticozzi (Lèsi) in fondo al paese. Non c’è acqua in casa e occorre andarla a prendere alla fontana. “Ricordo il primo inverno, un gran freddo, c’erano le candele di ghiaccio che pendevano dal tetto e per me erano una novità… Una stufa a legna per scaldarsi e preparare da mangiare. Ricordo però che le famiglie che abitavano vicino mi hanno da subito dato una mano: la Giovannina (nonna di Rosalba, Bianca e Giovanna); le sorelle Riva, Rina e Angela, sempre disponibili; la Romana di cui sono diventata amica; ma a modo loro anche i fratelli Ticozzi. Così l’Angiolina da cui andavo a fare la spesa, come pure le sorelle Mazzoleni ed anche altri.
Dopo un po’ di tempo siamo riusciti a mettere un lavandino appena fuori dalla porta così non dovevo sempre scendere per prendere l’acqua. A lavare andavo al lavatoio che ancora esiste dove passa il Grinzone - e per me anche questa è stata una novità - e qualcuna delle vicine mi curava la bambina”.
La gente di Pasturo è stata quindi accogliente?
“Devo dire di sì ed essere riconoscente. C’era però anche un po’ di curiosità e a volte di diffidenza, almeno da parte di alcuni. Quando passavo in strada mi accorgevo dagli sguardi dietro le finestre e da qualche battuta che mi capitava di sentire. Di fatto ero per loro una ‘terrona’ ed un po’ straniera…”.
Nel frattempo Flavia è in attesa della secondogenita. Da Palermo vengono a Pasturo, anche per darle una mano per il parto, la mamma Benedetta e una cugina, Rosalia, che Flavia considera come una sorella. La famiglia si amplia e nasce Silvana, nel 1959.
Poi la mamma torna a Palermo con Rosalia che però a Pasturo ha conosciuto un nipote di Renzo, Graziano Bergamini, col quale successivamente si fidanza e che sposa a Palermo il 30 settembre ’61, trasferendosi successivamente a Pasturo.

Nel giro di pochi anni tutta la famiglia Mercadante si trasferisce a Pasturo.
Dapprima arriva Ignazio cui il cognato Renzo ha trovato lavoro alle dipendenze di una impresa edile del paese. Successivamente, sempre per una maggiore possibilità di lavoro che il Nord offriva, arrivano anche gli altri due fratelli, Nino e Giuseppe. Abitano da soli in una casa in affitto in Via Casere ma Flavia, che deve già accudire la sua famiglia, dove nel frattempo è nato anche Oscar nel 1960, non può garantire loro la necessaria assistenza per il mangiare, i vestiti e la gestione della casa… Per questo sale da Palermo la sorella Vittoria: “Non era molto contenta di venire di fatto ad accudire i fratelli, anche perché già aveva una sua attività che doveva lasciare”. I tre fratelli, gradualmente, iniziano l’attività di piastrellisti: sono gli anni ’60, il lavoro in Valsassina non manca e loro tre ci sanno fare.

Infine, nei primi anni sessanta si trasferiscono a Pasturo anche i genitori di Flavia, Rosolino e Benedetta, con l’ultimogenita Rosa. “Mio papà non voleva lasciare Mondello, lui faceva il pescatore da una vita, era abituato al mare, alla barca, non gli piacevano proprio le montagne e non voleva lasciare i suoi amici; alla fine però si è convinto e pian piano si è abituato anche se ripeteva sempre che avrebbe comunque voluto morire a Palermo. A Pasturo, soprattutto all’inizio, ha sofferto molto il freddo e in casa continuava a mettere legna nella stufa…”.
Arrivata a Pasturo la famiglia Mercadante affitta un appartamento dai Fontana, vicino alla Chiesa, dove rimangono fino al trasferimento, negli ultimi anni, in un appartamento di proprietà dei figli in Via Cariole. Negli anni infatti - esempio di positiva integrazione – gradualmente ciascuno dei figli trova una propria collocazione, sia famigliare che lavorativa.
Della primogenita Flavia stiamo raccontando.
Ignazio (1939) continua la sua attività e sposa Maria, una ragazza di Brescia, ed ha due figli, Alfredo e Paola. Nel 2012 Ignazio muore e nel 2022 anche la figlia.
Vittoria (1942) sposa Bergamini Gianni; nascono poi Andrea e Paolo.
Nino (1945) continua il lavoro di piastrellista fino alla pensione, si sposa con Ticozzi Franca; hanno due figlie, Sonia e Mary.
Giuseppe (1948) come il fratello lavora sempre nel settore edile, sposa Ornella Orlandi; hanno due figli, Omar e Fabio.
Rosa (1951) sposa Luigi Negri, recentemente scomparso, ed hanno un figlio, Alessandro.
Ma torniamo alla famiglia di Flavia e Renzo.
Nel 1965 prende in affitto un appartamento di casa “Bregaglio” in Via Roma. Flavia ricorda che non avrebbe voluto cambiare casa ancora una volta anche se quella nuova era decisamente migliore, più grande e confortevole per loro che erano ormai in cinque! Ma il trasloco è deciso e in quella casa Flavia rimarrà per quasi sessant’anni!
Nel 1968 a Renzo viene proposto di assumere la gestione del Rifugio Grassi, ai piedi del Pizzo dei Tre Signori. Così per ben nove stagioni estive Flavia col marito Renzo e i figli vi si trasferiscono: “L’attività al Rifugio mi piaceva ma mi pesava tanto l’arrivarci, anche partendo da Biandino. La prima volta ho impiegato più di 6 ore con Renzo che, ad ogni curva del sentiero, mi diceva che il rifugio era ormai raggiunto… Tutti i giorni poi Silvana ed Oscar scendevano a Biandino a prendere il pane, la carne e quant’altro serviva”. Luisa aveva già qualche attività lavorativa e generalmente rimaneva a Pasturo, salendo alcune volte per i fine settimana. Al termine della stagione estiva la famiglia ritorna a Pasturo.
I tre figli frequentano l’asilo e le scuole e crescendo ciascuno imbocca la propria strada. Maria Luisa, dopo aver frequentato le scuole, collabora come commessa nella Cooperativa gestita allora dai coniugi Piero e Pia e poi lavora alla GAMA. Nel 1979 sposa Mario Spandri di Bindo, deceduto a seguito di una caduta nel 2022. Vive a Bindo col figlio Michele.
Anche Silvana dopo le Medie inizia a lavorare prima al Supermercato di Primaluna e poi da Bergamini Giansandro. Sposa nel 1982 Giancarlo Ticozzelli ed ha una figlia, Talita. “E’ lei che mi ha reso bisnonna con la nascita di Leonardo”.
Oscar, dopo aver collaborato per un periodo con gli zii come piastrellista, inizia a lavorare alla MAURI dove rimane fino al duemila quando una grave patologia invalidante, che purtroppo non si è più risolta ed ancora gli procura dolori pesanti, lo costringe a casa. Sposato nel 1985 con Codega Maria Carla, ha due figli, Simone e Ruben.
Nel 1984 Renzo, 61 anni, si ammala e in soli tre mesi, a causa di un tumore molto aggressivo, viene a mancare. Dopo il matrimonio dell’ultimo figlio, Flavia, rimasta sola, qualche volta torna a Palermo a trovare i parenti, soprattutto una cugina che gestisce un ristorante e con la quale è sempre rimasta in buoni rapporti. “Devo dire che anche la sola vista del mare mi faceva star bene. Ho avuto anche la tentazione di fermarmi giù, io ero sola e i miei figli avevano ciascuno la propria famiglia… Ma sono sempre tornata… D’altra parte sono a Pasturo da oltre sessant’anni, mi sono trovata bene e mi sento quindi a casa, ma il mare l’ho sempre in testa”.

Pasturo è stata accogliente; pure la famiglia (o meglio le famiglie) Mercadante ha saputo ben adattarsi, si è data da fare per il lavoro ed ha superato anche la ‘prova-linguaggio’: “Solo quando torno da Palermo mi accorgo di aver ripreso l’accento meridionale. Ma dopo pochi giorni ritorno pasturese…” conclude Flavia.
Guido
IL GRINZONE n.92