I TORNANTI DELLA VITA
Quando ci incontriamo Maria è da poco tornata in Italia dopo un periodo di “rientro” in Moldavia, dove fra l’altro ha potuto partecipare alle elezioni. E’ stata rieletta la Presidente uscente Maia Sandu e contemporaneamente è stato votato il referendum che ha approvato con il 50,4% l’attivazione formale del percorso di adesione all’Unione Europea. “Non è stato facile motivare un popolo deluso tante volte, soprattutto sotto la dominazione sovietica. Però sono stata contenta quando ho visto che la speranza in un futuro migliore può esistere” dice.
Maria Sidorciuc nasce nel 1968 a Ungheni, una cittadina di circa 30.000 abitanti posta al centro della Moldavia, a circa 80 km dalla capitale Chișinău. “Una città situata su sette colline, dove mi piace sempre tornare, discutere con la gente, sentire cosa è cambiato, se ci sono nuovi progetti e per quanto possibile contribuire a realizzare qualcosa perché resta tanto ancora da fare”. Una particolarità che mi descrive Maria è il Viale dei castani, uno dei più lunghi d’Europa che attraversa la città per oltre tre chilometri, e la festa che si celebra ogni anno in primavera quando i castani sono fioriti e “decorati” coi loro filamenti bianchi.
La sua è una famiglia di contadini, sono in cinque, due fratelli e tre sorelle; Maria viene adottata col fratello gemello quando ha sei anni e frequenta al paese le scuole elementari e medie: “Mi è sempre piaciuto molto studiare. Ho dovuto imparare, com’era previsto allora per tutte le scuole, sia il rumeno che il russo e sono stata premiata con la medaglia d’oro al termine delle Medie”.
Decide di continuare gli studi: “Volevo diventare insegnante di Matematica per cui, dopo le superiori, mi sono iscritta alla Facoltà di Pedagogia (Specialità Matematica ed Informatica) presso l’Università di Tiraspol”. Si laurea nel 1990, con 110 e lode, ed inizia a lavorare insegnando matematica ed informatica presso le Scuole della sua città: “Mi piaceva molto il mio lavoro perché insegnare era la mia aspirazione. Tuttavia non era un periodo facile, perché in Moldavia, che aveva raggiunto da poco l’indipendenza, c’erano grossi cambiamenti ai quali non eravamo preparati e non si capiva cosa sarebbe successo nel futuro”.
All’ultimo anno di Università Maria si sposa. Nel 1991 nasce Alina e nel 1997 la seconda figlia Marcella. La situazione in Moldavia è sempre più difficile e molte persone per avere un lavoro sono costrette ad emigrare: “Così la Moldavia perde molti suoi giovani, anche laureati: dottori, ingegneri, professionisti che vanno in Grecia, in Russia, in Portogallo e… in Italia”.

Nel 2003 anche Maria decide di emigrare alla ricerca di un lavoro: “E’ stata una decisione molto sofferta, soprattutto perché avrei dovuto lasciare al paese le mie due bambine piccole e venire in Italia senza conoscere neppure la lingua. D’altra parte lo stipendio di insegnante non permetteva assolutamente di vivere adeguatamente e tanto meno di sostenere una famiglia. Avevo alcuni parenti che lavoravano qui e mi hanno aiutato a trovare un primo lavoro come caregiver, o come si dice qui in Italia come badante, a Brescia. Sono arrivata d’estate e ricordo che faceva caldissimo. Avevo trovato un libro con i verbi in italiano e di notte copiavo tutto su altri fogli per studiare la lingua italiana”.
Rimane a Brescia sei anni, compreso un rientro di alcuni mesi in Moldavia, dove deve purtroppo constatare che la situazione, soprattutto dal punto di vista economico, è sempre precaria: anche per chi ha un lavoro lo stipendio non permette una vita dignitosa.
Nel 2009 una sua amica, con la quale aveva condiviso la scuola e l’insegnamento, le dice che c’era la possibilità di un lavoro presso una famiglia di Lecco per cui Maria riparte per l’Italia: “Ho incontrato famiglie gentili che hanno capito la mia situazione e mi hanno anche aiutata”. Decide di portare con sé a Lecco anche le figlie: “Marcella, la più piccola, ha frequentato la terza media alla Stoppani e poi l’Istituto Parini ed attualmente lavora come impiegata e vive a Pasturo; mentre Alina ha trovato lavoro in fabbrica a Colico dove vive e si prende cura di Arianna, due anni, che mi ha reso nonna.”.
Maria continua la sua attività come badante: “Occorre essere in grado di adattarsi ad un lavoro ben diverso da quello per cui ci siamo preparate ed abbiamo studiato. Poi il nostro lavoro domestico ci fa cambiare spesso il posto e la famiglia da assistere. Non è facile neppure accettare la morte delle persone che assistiamo e alle quali anche ci si affeziona; ogni volta si deve ricominciare sempre da capo. Ogni cambiamento per me è sempre una sfida - mi dice Maria - e anche una ‘curiosità’ che mi dà coraggio per non fermarmi e andare avanti”.
A Lecco lavora inizialmente presso una famiglia, assistendo una signora. Una collega, che svolge la funzione di badante presso la zia di Paolo, le parla del nipote.

La storia di Maria si incrocia così con quella di Paolo nella primavera del 2019.
Paolo, pasturese, a seguito di un incidente stradale pochi giorni prima del Natale del 1994, deve utilizzare la sedia a rotelle e deve essere accompagnato tutti i giorni a Lecco dove lavora come commercialista. Per questo necessita di collaboratrici familiari che, oltre all’accudimento domestico e personale, devono essere anche munite di patente di guida.
Per oltre dodici anni, si è presa cura di lui Halina Korbus, una signora polacca che purtroppo nel 2018, a seguito di una malattia polmonare, è ritornata in Polonia.
Paolo, tramite la zia, conosce Maria che inizia la propria attività presso di lui. Ha la patente di guida per cui lo può accompagnare tutti i giorni a Lecco in ufficio: " E' per me un appoggio fondamentale - mi dice Paolo - oltre che dal punto di vista assistenziale (come solitamente si pensa delle ‘badanti’), anche per il supporto nei vari adempimenti logistici e burocratici. Una solida base di studi, un’elasticità mentale non comune, l’abilità informatica e un sano pragmatismo che Maria possiede permettono di superare positivamente i vari problemi, anche le notevoli complicanze nel rapporto col servizio sanitario che, in particolare come persone con disabilità, dobbiamo affrontare. Sono poi molto interessanti anche le discussioni con lei rispetto alla situazione del suo Paese d’origine e le profonde trasformazioni che sta vivendo, senza tralasciare la situazione del nostro paese”.
In effetti Maria è particolarmente attenta anche alla storia, alle tradizioni e alla cultura dei paesi dove vive: “Mi ha molto interessato la storia del Lasco, il bandito della Valsassina; ho letto il romanzo e penso mi abbia aiutato a capire ed amare questa valle”.
A Pasturo si trova bene ed è riuscita anche ad acquistare un piccolo appartamento. Di Paolo sottolinea “la profonda sensibilità e la capacità di comprendere anche i bisogni degli altri”.

È in Italia da più di vent’anni ma: “Il mio pensiero va sempre alla Moldavia. Non posso dimenticare le mie origini e ogni anno torno a casa a ritrovare i miei parenti e le mie amiche. Tutti i miei fratelli e sorelle sono rimasti là e non li dimentico. Oggi, grazie alla tecnologia, possiamo comunque sentirci e vederci spesso. Discutiamo anche della attuale situazione molto difficile a causa della guerra in Ucraina, che confina con la Moldavia, da cui sono arrivati anche molti profughi. Ne parlo anche con altre amiche che vivono a Lecco e insieme ci organizziamo per aiutare quelli che più hanno bisogno. C’è poi sempre la tensione con le forze filorussse e con la Transnistria, una striscia di terra moldava che mantiene una propria autonomia e di fatto è collegata con la Russia”.
Maria utilizza il tempo libero che le rimane anche per continuare ad aggiornarsi: “Ho sempre il desiderio di imparare qualcosa di nuovo e di approfondire vari argomenti, dalla medicina alla storia. C’è sempre da imparare ed è bello conoscere la realtà. Vale anche come monito per i giovani che a volte sembrano disinteressati”.
Guido
IL GRINZONE n.90